Il mare in tasca | César Brie

ll testo, scritto, diretto e interpretato da César Brie, racconta un episodio apparentemente surreale: la scena è aperta e un uomo è sdraiato nel suo letto, parla nel sonno, sta sognando un episodio biblico. Si tratta solo di un incubo per fortuna, ma qualcosa è cambiato e l’uomo lo realizza subito appena si sveglia e si alza: ha indosso la tonaca di un prete. L’uomo sente forte e chiara la voce divina a cui non ha mai creduto, con cui instaura però un dialogo paradossale, ironico e divertente.

Nel monologo riemergono ricordi di infanzia, i viaggi, e non da ultimo il mare, con cui l’uomo si fonde. Ma qual è il tema dello spettacolo? La risposta è: l’amore, a partire dai ricordi. Ognuno accumula nella vita milioni e milioni di ricordi, che costituiscono il proprio bagaglio unico e personale, la propria croce (e la propria delizia) e ne creano l’identità.

César Brie porta gli spettatori a percorrere una strada impervia, apparentemente confusa, ma costellata di azioni e sensazioni che sanno di vita, di famiglia, di passioni, con uno scopo ben preciso. “La morte a teatro è l’attore che esce di scena.” Quale altra metafora può esistere per indicare che il teatro è una forma di vita da amare in ogni sua sfaccettatura? César Brie, riportando in scena questo spettacolo, ha permesso di ricordarlo a chi già lo sapeva e a imprimerlo a chi non lo immaginava.

Sabato 9 Novembre ore 21

Intero 10 €

Ridotto 7 €